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Come si diventa notai: il concorso ed i "figli dei notai"!


Una delle bugie più ricorrenti con le quali si cerca di colpire il decoro e il prestigio della professione notarile, è che essa si tratti di un’attività “tramandata” di padre in figlio. Il tentativo di far passare l’attività notarile come inserita in un meccanismo nepotistico in cui non predomina il merito ma solo l’appartenere per via generazionale ad una "casta" fortunata è una gravissima lesione alla onorabilità di tutti i singoli Notai, ma anche un errore fuorviante che può sinceramente danneggiare i più meritevoli.

L’idea di rappresentare il Notariato come una casta che si perpetua per generazioni è certamente venuta a qualcuno delle centinaia di migliaia di concorrenti nei vari concorsi notarili che non sono riusciti a superare le prove d’esame, ed è comprensibile che si cerchi, in un certo qual modo, di giustificarsi, magari solo di fronte a se stessi, per il bruciante insuccesso.

Ma la diceria è negativa anche perché può portare a scoraggiare qualche candidato meritevole che abbandona il percorso perché “tanto è inutile”, in quanto “i concorsi li vincono i raccomandati”.

concorso notaioNiente di più falso, perché non solo il concorso notarile è durissimo nella sostanza, nel senso che per superarlo bisogna inserire a forza nel proprio cervello (che abbia le qualità adatte) una quantità infinita di nozioni tecniche, ma è anche durissimo e rigorosissimo nel suo svolgimento.

Non è questa la sede per ripercorrere i meccanismi organizzativi del concorso notarile, ma vi basti considerare che lo svolgimento del concorso è organizzato mediante una serie di controlli, di cautele, di verifiche sulla regolarità estenuanti e spasmodiche che rendono praticamente impossibile qualsiasi scorciatoia illegale.

Certamente aprendo il giornale leggiamo di episodi di corruzione gravissimi che sembrano avvolgerci in ogni stadio del funzionamento della cosa pubblica italiana.

come si diventa notaiMa è certo che il meccanismo del concorso notarile, l’anonimità, ad esempio, dell’elaborato che la commissione esamina, è così rigoroso che per escogitare una scorciatoia è necessario che vengano corrotti non solo tutti i componenti della Commissione d’esame composta non solo di Notai al di sopra di ogni sospetto, ma anche di professori e, nella maggioranza, di Magistrati, dei più alti gradi dell’ordine giudiziario, ed altresì occorre anche che vengano corrotti i Magistrati Ordinari dell’apposita commissione di segreteria del Ministero di Giustizia, che hanno come fine quello di controllare i controllori, e cioè la Commissione esaminatrice.

Occorre che vengano corrotti, sempre contemporaneamente, numerosissimi funzionari del Ministero dai più alti gradi fino al commesso, oltre che ad ufficiali e sottufficiali della sorveglianza, di solito affidata all’Arma dei Carabinieri.

Insomma una quantità di persone che si verificano e si controllano reciprocamente, in base a normative e parametri rigidissimi, sicchè ritengo praticamente impossibile che siano coinvolti, tutti assieme, in un meccanismo corruttivo.

Chi al mondo può trascinare contemporaneamente alla corruzione tante persone e così autorevoli? Il Presidente degli Stati Uniti? Certo non il nostro presidente del Consiglio, i Ministri in carica, o il Ministro di Giustizia, perché è capitato che i figli di così autorevoli personaggi abbiano tentato il concorso notarile, senza riuscirci.

E se caso mai esistesse qualcuno che abbia questa enorme forza corruttrice, nei confronti di quante persone può riuscire ad ottenere la scorciatoia senza essere scoperto? Uno solo, o al massimo due, sicché il concorso notarile a duecento posti diventa un concorso notarile a centonovantanove o a centonovantotto posti. Tale, cioè da far ritenere non incisivo questo enorme teorico meccanismo di corruzione.

Certamente non si può trascurare che “il figlio del Notaio” può avere qualche vantaggio nell’aver frequentato sin dalla tenera infanzia l’ufficio notarile del padre. Ma si tratta di un vantaggio assolutamente democratico, che è proprio di tutti gli ambienti. Se l’idraulico che viene a casa vostra per riparare un tubo di scarico si fa accompagnare dal proprio figliolo che porta la sua borsa degli attrezzi, e a cui chiede una chiave inglese da 14, certamente il ragazzo crescerà sapendo riconoscere più rapidamente dei coetanei qual è la chiave da 14.

Ma si tratta di un beneficio del tutto trascurabile che si può elidere da parte dell’aspirante Notaio con la pratica presso un ufficio notarile (peraltro obbligatoria per Legge) e che comunque è sempre di trascurabile entità nella valutazione generale che è sempre stata, è, e rimarrà fondamentalmente di carattere teorico.

Per vincere il concorso notarile bisogna studiare, studiare, e studiare.

Certamente un minimo di fortuna è pur sempre necessario in tutti i casi della vita. Se il giorno della correzione del suo elaborato era una giornata di pioggia e il Commissario è scivolato sull’asfalto bagnato strappandosi il vestito potrà avere un atteggiamento negativo nei confronti di tutto il mondo intero, mentre se è una bella giornata primaverile e una bella ragazza gli ha sorriso prima di entrare nelle cupe stanze del Ministero potrà avere una visione positiva del mondo circostante, e di queste due opposte visioni il candidato che capita in quel momento potrà anche risentirne in senso negativo o in senso positivo. Ma si tratta di una fortuna di carattere “democratico” che non è certo prevedibile né gestibile dall’uomo.

Pure possono esserci degli errori della Commissione, specie nella formulazione di un buon tema da sottoporre ai candidati, ma occorre distinguere la fortuna e gli errori dalle “scorciatoie” dolosamente preordinate.


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