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La terzietà del notaio e la tutela del contraente debole


Tutti si dimenticano il ruolo del notaio di tutela del contraente più debole.

sigilli del notaioL’abolizione del notaio potrebbe giovare solo ai contraenti "forti".

Cioè i contraenti che sono dotati di uffici legali, di personale amministrativo, di disponibilità economiche rilevanti, per potersi porre come veri e propri “dominus” nelle trattative precontrattuali e nello svolgimento della conclusiva fase contrattuale.

Il contraente forte può riuscire, nel sistema anglosassone, a spuntare clausole, condizioni e previsioni di assoluto favore, il tutto a danno di chi ha poco danaro e non può permettersi di pagare principi del Foro.

Il risultato contrattuale è, nei paesi anglosassoni, la realizzazione di una dialettica e di un contraddittorio che non necessariamente sfocia in un risultato giusto ed equo.

Il notaio italiano garantisce invece la pariteticità di tutte le parti dell’atto, perché se è vero che è pagato da una sola di essi, la Legge e la sua formazione culturale gli impongono di far svolgere con equilibrio e con giustizia la fase contrattuale di cui lui solo è il gestore.

Disonesto sarebbe quel notaio che aiutasse una delle parti, e ciò credo non si sia mai verificato in Italia. Accetto segnalazioni contrarie!

Il contraente debole, chi non conosce il diritto, chi non ha ingenti somme per farsi rappresentare da una equipe di avvocati di grido, è quindi di fronte al notaio allo stesso livello del grande imprenditore, del grande industriale, e del contraente “forte”.

Coloro che a gran voce gridano “aboliamo il notaio!” fanno gli interessi dei forti nei confronti dei deboli, che saranno, senza un professionista, sottomessi all’onestà o disonestà della controparte.

Chi crede oggi che sarebbe meglio una società senza notai? È semplice, coloro che credono di avere vantaggi senza i controlli di Legge e le garanzie che il notaio assicura alla controparte, e per i loro fini non hanno remore ad aizzare i mass media a rappresentarlo come inutile figura medievale!

Ma quanto da me detto non vale solo per il contraente debole, ma anche per colui che si crede oggi presuntuosamente “forte”.

Perché se c’è qualcuno in questo momento che crede vantaggioso andare alla stipula di un atto senza il controllo del notaio e senza la equanime terzietà di un professionista che dia unicuique suum sbaglia di grosso, perché non c’è “forte” che non incontri prima o poi qualcuno più “forte” di lui, e chi ora si crede in posizione di predominanza, spesso è costretto ad ammettere amaramente di aver sbagliato le previsioni.


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